Come organizzare un festival di documentari
Inviato da raffaella amoroso   
martedì, 07 marzo 2006 13:34

I festival sono pensati per promuovere la circolazione di documentari, come trampolini di lancio nel mondo cinematografico e come punto di riferimento del cinema indipendente che ha più difficoltà a raggiungere le sale.

Perchè un festival di documentari?

Oggi il cinema non è più un’arte di pochi, potenzialmente è di tutti. Chiunque abbia una videocamera digitale può pensare di realizzare il suo lungometraggio e sperare di vincere un festival internazionale, ma chiunque produca un audiovisivo, fa i salti mortali per arrivare in sala.

La situazione del mercato distributivo lascia pochi spazi: il 60 % dei film proposti sugli schermi sono statunitensi, il 20 % italiani, i restanti europei ed extra-europei.

Un primo passo per raggiungere il pubblico resta , quindi, la presentazione a festival e rassegne di settore, occasioni importanti per farsi conoscere , confrontarsi e , magari, incontrare produttori e distributori interessati e disponibili.

Un festival di documentari è un’ occasione preziosa, affinché sia un evento propositivo e ben organizzato , è importante che nasca in un contesto associativo di esperti in marketing della comunicazione, ma soprattutto di autori, appassionati del settore che si dedicano proprio alla produzione e alla diffusione di questa specifica espressione artistica.

L’evento, così, diventa produttivo, promuove e supporta la realizzazione di documentari di qualità; stimola la crescita di un nuovo cinema e di una nuova generazione di documentaristi italiani; diventa un work-shop, punto d’incontro fra documentaristi e produttori, con l’intento di promuovere anche l’associazione che lo realizza. Questa ultima, col tempo, potrebbe realizzare un archivio di documentari liberamente fruibili a chi ne faccia richiesta, presso la sede. Di ogni opera presentata al festival, quindi, potrebbe necessariamente, conservare una copia e renderla consultabile per realizzare l’archivio permanente. L’associazione, essendo senza fini di lucro, è tenuta ad invitare gli enti pubblici, comuni, locali, bar, cinema, centri sociali e culturali, a rivolgersi presso di lei per organizzare rassegne tematiche di documentari, utilizzando l’archivio permanente del festival.

Per partecipare ad un concorso di documentari è necessario iscriversi, compilando, on-line, un apposito modulo disponibile sul sito dell’associazione che lo propone.

Indispensabile per la realizzazione successiva dell’evento, è la pubblicazione del bando di concorso al festival, per la raccolta del materiale audiovisivo entro e non oltre una specifica data stabilita.

Nel bando è necessario specificare che gli audiovisivi in concorso, possono essere prodotti in base a dei format prestabiliti (ad esempio: documentari o docufiction o inchiesta televisiva).

Per l’ideazione e la produzione di documentari o inchieste , si potrebbe prendere spunto da uno o più temi suggeriti o, magari, proporre il tema libero.

Importante specificare, nel bando, le caratteristiche tecniche dei prodotti ammessi:

-formati video ammessi:VHS , video8, DVD, MiniDV, Dcam, ecc.

-durata del video

-produzione audiovisiva corredata da sinossi o da sceneggiatura

-documenti da allegare: denominazione, indirizzo, telefono, e-mail, autorizzazioni all’uso divulgativo dei video.

Indicare possibilmente:

- quando avverrà l’evento-festival , sia nel bando , sia sul sito.

-i premi previsti (miglior documentario, miglior regia, migliore sceneggiatura, premio unico, premio giuria popolare, premi speciali,ecc.).

- i contatti cui rivolgersi per eventuali informazioni.

Tra tutti i video pervenuti , la Direzione del Concorso è tenuta a selezionare un certo numero di video (preferibilmente dai 9 ai 12 video).

I documentari selezionati verrebbero proiettati durante le serate del festival e giudicati da una commissione di valutazione, composta da esperti, preferibilmente giornalisti, registi, esperti di comunicazione, docenti, produttori.

L’evento è preferibile che si svolga in un buon cinema o in un’ area ad elevato valore ambientale, storico e culturale, meglio se strutturato in due o più serate. La prima serata di presentazione e per la proiezione dei primi documentari, accompagnati da interventi dei registi, degli ospiti e da spettacoli di intrattenimento. La seconda serata ,proiezione dei restanti documentari, strutturata in maniera analoga alla prima.Il festival si concluderebbe con la cerimonia di premiazione e l’assegnazione del vincitore.

Ai fini di un buon evento non bisogna dimenticare, anzi sottolineare, la possibilità di avere dei buoni finanziamenti per le spese di realizzazione. È necessaria, quindi, la collaborazione di Università, Case di produzione cinematografiche, Enti Pubblici e/o Privati, disposti a sostenere il cinema italiano.

Un buon festival di documentari può distinguersi maggiormente per il gusto della ricerca di un cinema nuovo, giovane e che tratti temi internazionali per un confronto costruttivo e un incontro multiculturale.

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì, 08 marzo 2006 14:33 )