microfono direzionale o a diffusione?
Inviato da Davide Tacconelli   
domenica, 02 luglio 2006 12:43

Saper scegliere quale microfono è più adatto per determinate esigenze in una data situazione è fondamentale per la buona riuscita di un lavoro, ma non è sempre cosi semplice...

Saper scegliere quale microfono utilizzare in base alla situazione che si presenta, è un passaggio fondamentale per la buona riuscita di un lavoro.

Esistono due categorie di microfoni quelli a diffusione, e quelli direzionali.

La differenza che corre tra i due tipi di microfoni è sostanzialmente il loro raggio d’azione, il loro “spettro”.

I microfoni direzionali hanno la caratteristica di poter “puntare” un suono per poi rilevarlo con una discreta precisione, un esempio di questa tipologia di microfoni è il “boom” che si usa prevalentemente in ambito cinematografico.

Per quanto riguarda i microfoni a diffusione, il classico “gelato” è un esempio più che valido per rendere l’idea dell’applicazione pratica di questa categoria, usato in qualunque situazione che non richieda tassativamente una precisione di rilevamento è tutt’oggi il microfono più comune.

La scelta va fatta in base alle esigenze pratiche del caso, se l’intento sarà quello di “pescare” un suono specifico piuttosto che la voce di una singolo in un gruppo di persone, un microfono direzionale sarà sicuramente più indicato, mentre se avrò necessita di ricreare una situazione ambientale, un dialogo tra più persone, o ancora, il rumore di una folla, un microfono ad ampio spettro renderà l’effetto desiderato.

In pratica il raggio d’azione di un microfono ne stabilisce la sua caratteristica peculiare, raggio d’azione che è dato fisicamente dal “diagramma polare”.

fig.1 fig.2

Nel diagramma polare di un microfono, sono evidenziati tutti i punti raggiunti dallo stesso, ogni microfono ha il suo diagramma polare.

Praticamente il centro del grafico non è altro che la capsula del microfono in questione, e l’area del diagramma nella quale è compreso il centro rappresenta la zona di copertura del microfono.

Come si può facilmente intuire dalle immagini, la fig.1 sarà il diagramma relativo ad un microfono a diffusione, mentre la fig. 2 sarà il grafico di un microfono direzionale.

Si nota immediatamente che il primo diagramma ha un raggio più ampio del secondo, praticamente il grafico è un cerchio perfetto con conseguente assenza di punti ”null”, cioè le zone dove il microfono non arriva, sia frontalmente alla capsula sia nella parte posteriore, il punto debole di questa tipologia di microfoni è ovviamente proprio l’ampia zona di rilevamento, c’è sempre il rischio di pescare rumori o suoni non desiderati.

Nella seconda figura si può notare come nella parte inferiore il diagramma sia quasi inesistente, questa tipologia di microfono è detta anche “cardioide”, proprio a causa del diagramma polare che assume la forma di cuore, il problema reale di questi microfoni è che sebbene peschino con precisione suoni isolati senza risentire dei fattori ambientali, hanno difficoltà a rilevare se la fonte è troppo ravvicinata.

In conclusione, per poter scegliere senza errore quale microfono utilizzare per ottenere un risultato ottimale, occorre conoscere bene, oltre alle caratteristiche dei microfoni a disposizione, sia le esigenze personali del caso, sia la situazione ambientale che dovremo affrontare.
Ultimo aggiornamento ( sabato, 07 ottobre 2006 14:53 )