| SICKO: IL NUOVO FILM-DENUNCIA DI MICHAEL MOORE |
| Scritto da A.R. | |
| giovedì, 07 giugno 2007 18:51 | |
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Torna Michael Moore e lo fa sollevando l'ennesimo polverone. Stavolta sotto accusa è il sistema sanitario americano. Applausi a scena aperta alla prima a Cannes. Già Palma d’oro nel 2005 con Fahreneit 9/11, Michale Moore torna a trionfare sul tappeto rosso della “croisette”, con il suo nuovo documentario di creazione dal titolo SICKO.
Dopo aver condannato l’uso delle armi in “Bowling a Columbine” (salito di nuovo alla ribalta dopo l’ultimo massacro in un college americano), e dopo aver denunciato l’amministrazione Bush in “Farenheit 9/11”, con Sicko, è il sistema sanitario a essere preso di mira.
Sistema sanitario che negli States è concesso a pieno solo a coloro che possono permettersi le spese mediche.
Tema scottante servito su un piatto d’argento a Moore, che non fa sconti nemmeno stavolta al povero Bush (subito pronta la querela), che si trova a dover rispondere alle vere o presunte accuse che il regista muove nei suoi confronti.
L'inchiesta inizia attraverso varie testimonianze di malati che le assicurazioni private hanno respinto; si va dal ragazzino morto per un’infezione al cervello causata da una mancata estrazione di un dente, fino ai tanti morti di cancro e altre malattie che non sono stati curati per mancanza di soldi.
Applausi a scena aperta, alla prima a Cannes, nella scena in cui Moore passeggia per le vie di Parigi e nota tutte le persone felici che giocano e si amano, perché nel caso fossero malate, potrebbero rivolgersi agli ospedali e farsi curare gratuitamente.
E ovviamente, Bush non sta a guardare: nel film Moore si avvale della collaborazione di alcune persone che dopo Ground Zero non hanno potuto sobbarcarsi le spese mediche; Moore voleva portarli nell’ospedale di Guantanamo (cosa pressocchè impossibile), ma alla fine sono stati curati – gratuitamente – in un ospedale di Cuba; il presidente americano ha denunciato Moore per essere entrato abusivamente a Cuba e il regista si è difeso rispondendo che non potendo entrare a Guantanamo, si è rivolto agli ospedali cubani per le cure dei concittadini americani.
L’ennesima querelle Moore-Bush.
Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima.
In Italia l’uscita è prevista per il prossimo 29 giugno, staremo a vedere. |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì, 07 giugno 2007 18:52 ) |